Pressostati
Interruttori che commutano un contatto elettrico al superamento di una soglia di pressione impostata. Non misurano il valore ma segnalano il raggiungimento di un limite, per protezione, sicurezza e automazione di impianto (blocchi, allarmi, consensi).
Le caratteristiche dei Pressostati
I pressostati commutano un contatto al raggiungimento di una soglia di pressione impostata. Si distinguono per principio — meccanici (membrana/pistone contro molla tarabile che aziona un microinterruttore) o elettronici (sensore con elettronica e soglie configurabili) — e per grandezza sorvegliata: relativa/assoluta o differenziale (tra monte e valle di filtri, pompe o scambiatori).
Commutazione su soglia di pressione
attivazione o disattivazione di un contatto elettrico al raggiungimento del valore di pressione impostato.
Setpoint regolabile
impostazione del valore di intervento, meccanica o elettronica, entro il campo di lavoro dello strumento.
Differenziale di commutazione
isteresi fissa o regolabile tra punto di intervento e punto di ripristino per evitare commutazioni ripetute.
Tipologie di pressione
versioni per pressione relativa, assoluta e differenziale, secondo l’applicazione.
Contatti di uscita
configurazioni NA/NC o in scambio (SPDT), fino a versioni con doppia soglia indipendente.
Ampio campo di misura
copertura dal vuoto alle alte pressioni, con elementi sensibili adeguati al range.
Versioni meccaniche ed elettroniche
contatti a membrana/pistone o sensori a stato solido con display e uscite digitali.
Esecuzioni per aree classificate
modelli certificati ATEX per ambienti con atmosfera potenzialmente esplosiva.
Grado di protezione elevato
custodie robuste con protezione IP adeguata a impieghi gravosi e ambienti industriali.
Attacchi di processo standard
connessioni filettate intercambiabili per montaggio diretto su linea o serbatoio.
I prodotti per i Pressostati
Interruttori di pressione elettromeccanici che commutano un contatto al raggiungimento di una soglia impostata, per protezione e controllo di processo. Soglia e differenziale regolabili, contatti per segnalazione/allarme/comando, elevata affidabilità meccanica e lunga durata operativa

Barksdale Serie 8000
Interruttore di pressione elettromeccanico che commuta un contatto al raggiungimento di una soglia impostata, per protezione e controllo di processo. Soglia e differenziale regolabili, elevata affidabilità meccanica e versioni robuste anche per aree classificate.
DP1T-DP2T
Pressostato differenziale elettromeccanico che commuta un contatto in funzione della differenza di pressione tra due punti, per il controllo di dislivelli, filtri e circuiti. Soglia e differenziale regolabili, esecuzioni robuste per l’impiego industriale.

FISCHER DS31
Pressostato differenziale a membrana per la misura di sovrappressione, depressione e pressione differenziale di fluidi neutri. Punto di intervento regolabile dal 10 al 100 % del campo, meccanismo robusto e senza manutenzione, ideale per il monitoraggio di filtri e impianti idrico-termici.
Domande frequenti sui pressostati
Le risposte alle domande più comuni che riceviamo da tecnici di processo, strumentisti e responsabili di impianto.
Qual è la differenza tra un pressostato e un trasmettitore di pressione?
Il trasmettitore fornisce una misura continua della pressione sotto forma di segnale proporzionale, da inviare a un sistema di controllo. Il pressostato fornisce invece un’informazione on/off: commuta un contatto elettrico quando la pressione raggiunge una soglia impostata. Si usa quindi un trasmettitore quando serve conoscere il valore in ogni istante, un pressostato quando basta sapere se una soglia è stata superata, per attivare un comando o una sicurezza.
Meglio un pressostato meccanico o elettronico?
Dipende dall’applicazione. Il meccanico è la scelta più robusta, semplice e affidabile, non richiede alimentazione e resiste bene ad ambienti gravosi: ideale per l’oleodinamica e per il controllo di soglia essenziale. L’elettronico offre maggiore precisione, taratura fine delle soglie e dell’isteresi, display, diagnostica e uscite configurabili: preferibile dove servono flessibilità, visualizzazione del valore e integrazione con sistemi più complessi.
Cosa distingue un pressostato differenziale?
Il pressostato differenziale non sorveglia una pressione rispetto all’ambiente, ma la differenza di pressione tra due punti dell’impianto — per esempio monte e valle di un filtro. Interviene quando questa differenza supera una soglia, segnalando ad esempio l’intasamento di un filtro, il funzionamento di una pompa o la caduta di pressione su uno scambiatore. È molto usato nel monitoraggio dei filtri, nelle pompe e negli impianti di riscaldamento e condizionamento.
Cos'è l'isteresi (o banda morta) e perché è importante?
L’isteresi è la differenza tra il valore di pressione a cui il contatto commuta salendo e quello a cui ritorna scendendo. Serve a evitare commutazioni ripetute e ravvicinate quando la pressione oscilla intorno alla soglia, che usurerebbero i contatti e disturberebbero l’impianto. Nei pressostati meccanici può essere fissa o, in alcuni modelli, regolabile; negli elettronici è generalmente impostabile con precisione dall’utente.
Si possono usare in aree classificate (ATEX) e con quali fluidi?
Sì, esistono versioni approvate per aree pericolose, tipicamente in esecuzione a sicurezza intrinseca; la disponibilità e i limiti d’uso dipendono dal modello e vanno verificati sul datasheet ufficiale. Quanto ai fluidi, i modelli standard sono destinati a media neutri — acqua industriale, oli, gas neutri, aria — mentre per i fluidi più aggressivi si scelgono esecuzioni con parti a contatto in acciaio inox o in materiali dedicati, con guarnizioni compatibili con il fluido impiegato.
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